- I recruiter affrontano un’ondata di candidati che usano l’IA per scrivere CV, lettere di presentazione e persino per rispondere ai colloqui.
- Alcuni candidati sono stati sorpresi a leggere le risposte fornite dall’IA durante i video-colloqui a causa della mancanza di naturalezza.
- Il boom delle candidature porta le aziende a ricevere molti profili, ma rende difficile valutare le reali competenze.
- Oltre il 40% dei recruiter ha prolungato il periodo di prova a causa della difficoltà nel determinare le abilità reali.
- Circa il 75% dei responsabili HR ritiene che CV e lettere siano meno affidabili rispetto a 2 anni fa.
- L’Oréal applica il principio della “AI-free zone”, richiedendo colloqui dal vivo di 45-60 minuti senza l’uso dell’IA.
- Anche EY ha vietato l’IA nei colloqui e ha formato oltre 20.000 esaminatori per rilevare risposte “imparate a memoria” dall’IA.
- I datori di lavoro passano a domande profonde su pensiero, decision-making e gestione delle situazioni per individuare le frodi.
- Alcune società tornano a test in presenza e prove pratiche, eliminando i test online per il rischio di imbrogli con l’IA.
- Il numero di candidature è aumentato drasticamente, ma la differenziazione è diminuita, complicando la selezione.
- Ad esempio, un’azienda ha ricevuto 400 candidature ma solo il 10% era idoneo, rendendo necessario un video screening extra.
- L’IA viene usata anche al contrario per filtrare i CV, creando un loop “l’IA si candida – l’IA assume”.
- Alcune aziende chiedono ai candidati di dimostrare la capacità di usare l’IA invece di vietarla totalmente.
📌 Conclusione: L’IA sta stravolgendo il processo di reclutamento rendendo i profili uniformi e difficili da valutare. Con oltre il 40% delle imprese che allunga il periodo di prova e il 75% che ritiene i CV poco affidabili, le aziende sono costrette a tornare ai colloqui in presenza e alle prove pratiche. La “AI-free zone” diventa una tendenza per garantire l’autenticità, mentre le imprese cercano un equilibrio tra il controllo delle frodi e l’uso dell’IA nella valutazione del talento.

