- Il professor Scott Galloway della NYU Stern ritiene che la competenza più sostenibile nell’era dell’IA non sia il coding o le lingue straniere, ma lo storytelling (l’arte di narrare).
- Nel podcast “The Diary of a CEO”, Galloway ha affermato che la capacità di trasformare i dati in storie avvincenti avrà un valore a lungo termine, indipendentemente dall’evoluzione della tecnologia.
- Egli definisce lo storytelling come la capacità di analizzare i dati, costruire un arco narrativo e comunicare efficacemente su diverse piattaforme mediatiche.
- Galloway ha sottolineato che le buone capacità di scrittura diventeranno estremamente importanti man mano che l’IA automatizzerà gran parte del lavoro tecnico.
- Ha osservato che circa 10 anni fa molte scuole private hanno investito pesantemente nel mandarino e nell’informatica, ma i risultati non hanno prodotto il vantaggio a lungo termine sperato.
- Galloway ha citato importanti CEO come Jeff Bezos o Jensen Huang, che possiedono entrambi capacità di narrazione e di ispirazione eccezionali.
- Secondo lui, le lettere agli azionisti di Bezos o le presentazioni “teatrali” del CEO di Nvidia sono molto persuasive grazie a uno storytelling potente.
- Galloway ritiene inoltre che l’IA renderà le abilità di costruzione delle relazioni personali più importanti, non meno.
- Egli sostiene che, in un ambiente competitivo, le persone scelgono ancora di lavorare con chi si fidano e con chi hanno una migliore connessione.
- Un’altra abilità sottovalutata è la capacità di sopportare il rifiuto. Galloway ha detto: “il segreto del mio successo è essere stato rifiutato”.
- Anche il CEO di JPMorgan Jamie Dimon concorda sul fatto che il pensiero critico, l’EQ, le capacità di gestione delle riunioni, la comunicazione e la scrittura aiuteranno le persone a mantenere il lavoro nell’era dell’IA.
- Il CEO di Amazon Andy Jassy ha sottolineato che la capacità di apprendimento continuo è il fattore che distingue chi costruisce una carriera solida da chi rimane indietro.
📌 Scott Galloway contesta con forza l’idea che il futuro dell’IA appartenga solo a programmatori o esperti tecnici. Secondo lui, man mano che l’IA diventerà più brava nella logica e nel coding, il vantaggio competitivo umano si sposterà verso lo storytelling, l’EQ, la comunicazione e la costruzione di relazioni. È degno di nota che molti grandi leader come Jamie Dimon o Andy Jassy condividano l’opinione che le soft skill, l’apprendimento continuo e la resilienza ai fallimenti siano i veri “scudi professionali” contro l’ondata di automazione dell’IA.

