- La Cina sta spingendo su IA, robotica e veicoli elettrici (EV) per compensare la recessione immobiliare, ma la scala del contributo di questi nuovi settori è ancora troppo piccola per creare una spinta alla crescita.
- Nel periodo 2023-2025, i nuovi settori hanno contribuito solo per 0,8 punti percentuali al PIL, mentre il settore immobiliare e le industrie tradizionali sono calati complessivamente di 6 punti percentuali.
- Pechino ha fissato un obiettivo di crescita del PIL di circa il 5% annuo, ma per raggiungere questo livello, i nuovi settori dovrebbero espandersi di 7 volte nei prossimi 5 anni.
- Solo quest’anno, la Cina necessita di ulteriori 2.800 miliardi di yuan in nuovi investimenti (≈ 390 miliardi di USD), un aumento del 120% rispetto al 2025.
- L’IA e la robotica possono crescere nel breve termine, ma altri nuovi settori faticano a mantenere ritmi elevati; si ritiene che i veicoli elettrici abbiano superato la fase di crescita più rapida.
- Il settore immobiliare rappresentava oltre il 25% dell’economia, ma le vendite di nuove case l’anno scorso sono scese al livello più basso dal 2009.
- Secondo KKR, la debolezza immobiliare potrebbe ridurre il PIL di 1,2 punti percentuali nel 2026; anche se la tecnologia digitale contribuisse per 2,6 punti, la crescita sarebbe solo del 4,6% circa.
- L’automazione e la robotizzazione potrebbero causare la perdita di fino a 100 milioni di posti di lavoro in 10 anni, mentre il tasso di disoccupazione urbana è già superiore al 5% e la disoccupazione giovanile è circa 3 volte superiore.
- Poiché gli investimenti interni non sono sufficienti a creare domanda, la Cina dipenderà maggiormente dalle esportazioni, rendendo l’economia vulnerabile ai dazi e alle nuove tensioni commerciali.
- USA, UE e Messico hanno aumentato i dazi sulle merci cinesi, in particolare sui veicoli elettrici a basso costo.
📌 La strategia basata su IA e alta tecnologia aiuta la Cina a costruire basi a lungo termine ma manca di forza sufficiente per trainare l’economia nel breve termine. La recessione immobiliare, la perdita di posti di lavoro dovuta all’automazione e la crescente dipendenza dalle esportazioni rendono difficile il raggiungimento dell’obiettivo di crescita del 5%, poiché per raggiungere tale livello i nuovi settori dovrebbero espandersi di 7 volte nei prossimi 5 anni. L’automazione e la robotizzazione potrebbero eliminare fino a 100 milioni di posti di lavoro in un decennio, mentre la disoccupazione urbana supera il 5% e quella giovanile è circa tre volte superiore.
