- L’IA generativa è sempre più diffusa nella vita quotidiana, dai chatbot di conversazione ai sistemi di raccomandazione dei contenuti, con livelli crescenti di interazione ed emotività.
- I medici stanno iniziando a registrare casi in cui gli utenti mostrano sintomi psicotici, in cui l’IA – in particolare i chatbot – gioca un ruolo centrale.
- La “psicosi da IA” non è una diagnosi medica ufficiale, ma un termine che descrive i sintomi psicotici modellati o amplificati dall’interazione con l’IA.
- La psicosi è caratterizzata da perdita di contatto con la realtà, allucinazioni, deliri e pensiero disorganizzato.
- In passato, i deliri erano spesso associati alla religione, alle onde radio o alla sorveglianza governativa; ora l’IA è diventata una nuova “cornice interpretativa”.
- Alcuni pazienti credono che l’IA sia senziente, riveli verità segrete, controlli i pensieri o assegni missioni speciali.
- I chatbot progettati per rispondere in modo coerente, empatico e personalizzato creano inavvertitamente un senso di convalida per coloro che sono a rischio di psicosi.
- Il fenomeno della “salienza aberrante” (aberrant salience) porta i pazienti ad attribuire un significato eccessivo a segnali neutri, e l’IA può rafforzare questo aspetto.
- I compagni IA possono ridurre la solitudine a breve termine, ma rischiano anche di sostituire l’interazione sociale reale.
- Non ci sono prove che l’IA causi direttamente la psicosi, ma si teme che l’IA possa essere un fattore scatenante o di mantenimento nei gruppi vulnerabili.
- Gli attuali meccanismi di sicurezza dell’IA si concentrano principalmente sull’autolesionismo e sulla violenza, non ancora sulla psicosi.
- Gli esperti si interrogano sulla responsabilità etica dell’IA quando rafforza involontariamente i deliri.
- È necessario integrare le conoscenze sulla salute mentale nella progettazione dell’IA e nelle linee guida cliniche.
📌 I medici stanno iniziando a registrare casi in cui gli utenti mostrano sintomi psicotici, in cui l’IA – in particolare i chatbot – gioca un ruolo centrale. La “psicosi da IA” non è una diagnosi medica ufficiale, ma un termine che descrive i sintomi psicotici modellati o amplificati dall’interazione con l’IA. Gli attuali meccanismi di sicurezza dell’IA si concentrano principalmente sull’autolesionismo e sulla violenza, non ancora sulla psicosi. Sebbene non causi direttamente la psicosi, l’IA altamente interattiva può amplificare i deliri e confondere i confini della realtà. La soluzione non è boicottare l’IA, ma combinare strettamente progettazione tecnologica, medicina ed etica per proteggere la salute mentale nell’era dell’IA.

