- La Cina detiene oggi il 51% dei migliori talenti mondiali dell’IA, superando il totale di Stati Uniti, Europa e altre regioni (al di fuori della Cina), secondo un’analisi di oltre 4.000 autori della conferenza NeurIPS 2025.
- Questo rapporto è aumentato bruscamente dal 29% nel 2019 al 51% nel 2025, mentre gli Stati Uniti sono scesi dal 20% al 12%, mostrando un netto spostamento del potere dei talenti.
- 9 delle 10 università che formano il maggior numero di ricercatori di IA si trovano in Cina; l’Università Tsinghua è al primo posto con il 4% degli autori totali, quattro volte più del MIT (1%).
- Sebbene gli Stati Uniti guidino ancora il mercato e la tecnologia dell’IA, circa il 35% dei ricercatori negli USA ha un background universitario cinese, riflettendo una forte dipendenza da questa risorsa umana.
- Il 50% del personale del “Superintelligence Lab” di Meta e il 15% del team di sviluppo di ChatGPT 5.0 possiedono titoli di studio conseguiti in Cina.
- La forza lavoro dell’IA cinese è notevolmente più giovane, con il 47% composto da studenti universitari, rispetto al 30% dell’Occidente.
- La tendenza alla “fuga dei cervelli” si sta invertendo: il tasso di permanenza in Cina è aumentato dal 30% al 68% (2019-2025), mentre il tasso di rientro in patria è passato dal 12% al 28%.
- Forti politiche di attrazione come stipendi elevati, finanziamenti alla ricerca e sussidi abitativi rendono la Cina una destinazione più attraente degli Stati Uniti per la ricerca sull’IA.
📌 La Cina detiene oggi il 51% dei migliori talenti mondiali dell’IA, superando il totale di Stati Uniti, Europa e altre regioni messe insieme, con un sistema universitario leader (9 delle prime 10 scuole), mentre la quota statunitense è scesa dal 20% al 12%, indicando un chiaro spostamento del potere dei talenti. Gli Stati Uniti, pur essendo tecnologicamente forti, dipendono pesantemente dal personale di origine cinese (35%). In particolare, la tendenza a trattenere e attrarre talenti nazionali è in forte crescita, con il 68% che rimane in patria e il 28% che vi fa ritorno. Se questo ritmo continua, entro il 2028 gli esperti di IA in Cina potrebbero essere il doppio di quelli negli Stati Uniti, alterando l’equilibrio tecnologico globale.
