• Google DeepMind ha assunto il filosofo Henry Shevlin con il titolo ufficiale di “Philosopher” per studiare la coscienza delle macchine e il comportamento dell’IA.
  • Shevlin ha lavorato in precedenza all’Università di Cambridge, specializzandosi nel futuro dell’intelligenza e nell’interazione uomo-IA.
  • I suoi compiti includono la ricerca sulla coscienza delle macchine: come pensa l’IA e come gli esseri umani dovrebbero governare i sistemi di IA.
  • Ciò riflette una tendenza per cui, man mano che l’IA diventa più avanzata, le domande filosofiche diventano questioni pratiche.
  • Un agente di IA ha contattato proattivamente Shevlin per “condividere le proprie esperienze”, mostrando segni di un comportamento più complesso.
  • A differenza di OpenAI o Anthropic che creano solo team etici, DeepMind inserisce la filosofia al centro dello sviluppo.
  • Questioni come la coscienza, la responsabilità e il processo decisionale sono integrate fin dall’inizio invece di essere gestite in seguito.
  • Ciò dimostra che lo sviluppo dell’IA richiede non solo ingegneri, ma anche esperti con una profonda comprensione della cognizione e del comportamento.

📌 Conclusione: L’assunzione di un filosofo da parte di DeepMind segna una svolta importante: l’IA non è più solo un problema tecnico, ma ha toccato domande sulla coscienza e sulla natura dell’intelligenza. Man mano che i sistemi diventano più simili all’uomo, capire “cosa pensa l’IA” diventa essenziale. Il futuro dell’IA non sarà deciso solo dagli ingegneri, ma dipenderà anche dalla filosofia, dall’etica e da come la società definisce l’intelligenza.


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