L’articolo mostra che i modelli di IA cinesi sono ampiamente utilizzati in Africa grazie ai bassi costi, all’elevata personalizzazione e alla distribuzione in modalità open-source, creando una pressione sempre maggiore sulle aziende di IA americane.
In Uganda, il ricercatore Ernest Mwebaze ha scelto il modello di Alibaba anziché quelli di Meta o Google per sviluppare Sunflower, un sistema di IA che supporta decine di lingue locali e viene attualmente utilizzato dagli agricoltori per ricevere informazioni meteorologiche e consulenza agricola.
Anche gli sviluppatori in Kenya, Nigeria e Ghana stanno applicando i modelli di IA cinesi nei settori legale, commerciale, educativo e dei chatbot nativi.
Secondo un’analisi del The New York Times, i modelli open-source cinesi rappresentano attualmente circa la metà dell’utilizzo totale su OpenRouter, rispetto a meno del 25% di un anno fa. Allo stesso tempo, 19 dei 25 modelli open-source più scaricati su Hugging Face provengono dalla Cina.
Molte aziende africane danno la priorità all’IA cinese perché possono scaricarla, perfezionarla con i propri dati e pagare principalmente per le infrastrutture server, anziché pagare tariffe d’uso continue come per molti modelli chiusi statunitensi.
Un imprenditore a Nairobi ha dichiarato che il costo totale di implementazione dell’IA cinese può essere inferiore fino a circa il 90% rispetto a soluzioni equivalenti se si considerano i costi delle infrastrutture di calcolo.
La startup keniota JibuDocs ha realizzato un sistema per digitalizzare circa 1 milione di documenti legali al costo di circa 25.000 dollari, mentre se avesse utilizzato Claude di Anthropic il costo stimato avrebbe potuto superare 1 milione di dollari.
Le aziende cinesi attirano inoltre gli sviluppatori con incentivi come capacità di calcolo gratuita, supporto tecnico, IA preinstallata sui telefoni e offerte per sponsorizzare l’uso dell’infrastruttura. Il Kenya e altri 9 paesi africani hanno inoltre firmato accordi di cooperazione sull’IA con la Cina.
Tuttavia, l’articolo evidenzia anche i limiti dell’IA cinese, come le preoccupazioni relative al controllo dei contenuti e alla geopolitica. Un chatbot in Uganda ha risposto una volta che la Cina è una democrazia ed ha evitato domande sensibili. Nel frattempo, molte aziende continuano a scegliere OpenAI o Anthropic per attività che richiedono un’elevata precisione come la programmazione e l’elaborazione di processi aziendali.
📌 La competizione globale sull’IA si sta espandendo fortemente verso i mercati in via di sviluppo. Con i vantaggi dell’open-source, dei bassi costi e della personalizzazione, i modelli di IA cinesi stanno conquistando molti sviluppatori in Africa, in particolare nelle applicazioni locali. Tuttavia, le aziende devono ancora valutare costi, prestazioni, affidabilità e rischi geopolitici. Ciò dimostra che il futuro dell’IA nelle economie emergenti non sarà dominato da una singola nazione, ma dipenderà dalla capacità di bilanciare tecnologia, costi e sovranità dei dati.
