- A Singapore, l’IA sta sostituendo molte attività di base tradizionalmente affidate ai nuovi dipendenti, dalla scrittura di codice software alla raccolta di dati finanziari, fino alla preparazione di contenuti di marketing.
- I datori di lavoro non valutano più i candidati soltanto in base alla loro capacità di produrre un risultato iniziale. Richiedono sempre più spesso che sappiano utilizzare l’IA, verificarne i risultati, individuare errori e prendere decisioni.
- Il primo ministro Lawrence Wong ha avvertito che l’IA rischia di compromettere il «primo gradino» della carriera professionale, rendendo più difficile per i neolaureati accumulare esperienza.
- La Singapore Business Federation sottolinea che capacità di giudizio, comunicazione, creatività e senso di responsabilità stanno diventando sempre più importanti man mano che l’IA assume le attività di routine.
- Nei prossimi tre anni Singapore introdurrà un programma di tirocinio della durata di un anno per 3.000 studenti universitari e dei politecnici, con l’obiettivo di aiutarli ad acquisire esperienza pratica.
- Il Singapore Institute of Technology sta sperimentando un modello formativo «2+2», che consente agli studenti di trascorrere quasi il 50% del percorso universitario quadriennale direttamente nelle aziende.
- A partire da agosto 2026, la National University of Singapore renderà obbligatorio lo studio delle conoscenze fondamentali sull’IA per gli studenti di tutte le discipline, combinando esercitazioni pratiche e valutazione critica dei risultati generati dall’IA.
- La Singapore Management University sta passando a un sistema di valutazione basato su presentazioni, dimostrazioni dal vivo e consegne progressive, per verificare le competenze effettive degli studenti.
- Un sondaggio condotto su 651 aziende ha rilevato che l’assunzione di personale junior nei settori dell’informazione e dei servizi di pubblica utilità sta diventando più difficile a causa dell’automazione e della pressione sui costi.
📌 Singapore sta passando dalla formazione di persone capaci di eseguire determinate mansioni alla preparazione di professionisti in grado di utilizzare, supervisionare e valutare l’IA. Il programma di tirocinio annuale per 3.000 studenti e il modello «2+2» dimostrano un approccio che collega la formazione all’esperienza pratica. La principale sfida per le politiche pubbliche non consiste soltanto nel fornire competenze legate all’IA, ma anche nel tutelare le opportunità di primo impiego, evitando che le aziende richiedano esperienza senza offrire ai giovani la possibilità di acquisirla.

