- La Stanford University si è scusata dopo che l’IA è stata utilizzata per modificare razza, genere e aspetto degli studenti in una fotografia promozionale del campus.
- La foto originale mostrava una studentessa e due studenti, ma nella versione modificata uno degli studenti è stato sostituito con l’immagine generata dall’IA di una studentessa nera.
- Anche gli altri due studenti sono stati modificati dall’IA per apparire più magri, mentre la nuova immagine è stata utilizzata sui banner di benvenuto presenti nel campus.
- Billy Ramirez, uno studente di origine ispanica rimosso dalla fotografia, ha dichiarato che vedere alterata la propria identità lo ha fatto sentire privato della propria voce e cancellato da un’immagine rappresentativa.
- Garret Molloy, caporedattore dello Stanford Review, ha sostenuto che l’università potrebbe aver cercato di creare artificialmente un’immagine di diversità invece di fotografare gruppi di studenti realmente diversi.
- Stanford ha confermato che le modifiche violavano la propria politica sull’uso dell’IA nel marketing e nelle comunicazioni, definendole un “grave errore di giudizio”.
- L’università si è scusata con gli studenti modificati o rimossi dalla foto e ha rimosso dal campus i banner interessati.
- Stanford ha avviato un’indagine per determinare le cause dell’accaduto e sviluppare nuove procedure per evitare che un uso simile dell’IA si ripeta.
📌 Il caso dimostra come l’IA generativa possa trasformare una semplice modifica di marketing in una questione di identità, rappresentazione e fiducia. Stanford non si è limitata a modificare tecnicamente la fotografia: ha usato l’IA per sostituire uno studente ispanico con una donna nera e per far apparire più magri altri due studenti. L’università ha riconosciuto che l’azione violava la propria politica e che “non sarebbe mai dovuta accadere”. La controversia solleva una domanda: l’IA sta aiutando a rappresentare la diversità oppure sta creando una versione artificiale della diversità al posto delle persone reali?

