- L’IA sta aiutando a eliminare molte incombenze amministrative sul posto di lavoro, come riassumere e-mail, redigere verbali di riunioni o gestire le note spese, promettendo di liberare tempo per il pensiero strategico.
- Il problema è che il cervello umano non può mantenere un pensiero ad alta intensità in modo continuo; i momenti “eureka” appaiono spesso durante l’esecuzione di compiti semplici e ripetitivi.
- Il CEO di Aflac Dan Amos mantiene deliberatamente compiti leggeri, come scrivere lettere a mano o riflettere dopo le riunioni, per creare pause mentali e stimolare la creatività.
- Egli considera i momenti di quiete, come guardare la pubblicità o rilassarsi in una sauna, catalizzatori per nuove idee.
- In molte aziende nel 2026, il “tempo libero” è visto come uno spreco, specialmente nel contesto di licenziamenti e ottimizzazione tramite IA.
- Il CEO di Convictional Roger Kirkness ha notato un aumento della produttività di circa il 20% grazie all’IA, ma i dipendenti sono spesso esausti entro il fine settimana.
- La causa è che l’IA ha rimosso il “lavoro leggero”, lasciando solo il pensiero di alto livello per tutto il giorno, portando al burnout.
- L’azienda è passata alla settimana lavorativa di 4 giorni per mantenere la freschezza, a parità di carico di lavoro.
- L’economista Juliet Schor avverte che se le imprese si limitano a riallocare il tempo invece di concedere un vero riposo, la creatività verrà soffocata.
- Concetti come “white space” o “no-input time” sono incoraggiati per proteggere la noia utile al pensiero.
📌 Conclusione: L’IA porta un’efficienza evidente, ma eliminare completamente i compiti noiosi può essere controproducente. Quando i dipendenti sono costretti a mantenere un’intensità elevata tutto il giorno, il rischio di burnout aumenta e la creatività diminuisce. Invece di riempire ogni minuto con la performance, le aziende devono progettare attivamente “spazi bianchi” per permettere agli esseri umani di annoiarsi e di pensare, generando così idee di valore.
