20 paesi insieme all’Unione Europea chiedono una maggiore cooperazione internazionale per garantire che l’IA rimanga sotto la direzione, la supervisione e il controllo umano.
La dichiarazione propone di studiare la creazione di un’organizzazione internazionale con il potere di stabilire standard, supportare la verifica e convocare i paesi quando l’IA supera determinate soglie di capacità.
Le parti vogliono costruire standard condivisi e condividere rapporti sui gravi incidenti di sicurezza legati all’IA, evitando al contempo di ampliare il divario di accesso alla tecnologia tra i paesi.
Germania, Sudafrica, Canada, Australia, Emirati Arabi Uniti e Singapore figurano tra i sostenitori, insieme ai leader di Norvegia, Kenya, Kazakistan, Turchia e UE.
Stati Uniti e Cina, le due principali superpotenze dell’IA, non hanno ancora aderito alla dichiarazione, mentre il testo rimane aperto alla firma a supporto da parte di altri paesi.
Anche India, Corea del Sud, Giappone, Regno Unito e Francia non sono inclusi nell’elenco dei firmatari menzionato nell’articolo.
La mossa arriva nel bel mezzo del dibattito sulla sicurezza dell’IA dopo che il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha chiesto di rallentare lo sviluppo, ottenendo il sostegno di Sam Altman e Elon Musk.
OpenAI ha contemporaneamente proposto che gli Stati Uniti guidino la definizione di standard tecnici internazionali per l’IA avanzata, nel contesto delle crescenti preoccupazioni per gli incidenti di sicurezza informatica legati all’IA.
📌 Conclusione: La governance dell’IA si sta spostando da principi volontari a discussioni su un meccanismo internazionale in grado di stabilire standard e supportare la verifica. La proposta di 20 paesi e dell’UE sottolinea il controllo umano, la segnalazione degli incidenti e il coordinamento quando l’IA supera le soglie di capacità. Tuttavia, la mancata partecipazione di Stati Uniti, Cina e di diverse altre superpotenze tecnologiche dimostra che la costruzione di un quadro di supervisione dell’IA veramente globale deve ancora affrontare un grande divario in termini di interessi e approcci.
