- Il presidente Xi Jinping vuole che l’IA penetri nelle fabbriche, negli ospedali e nelle scuole, diventando un motore per la produzione avanzata, la robotica e la crescita economica della Cina.
- I fondi sostenuti dallo Stato hanno investito oltre 184 miliardi di dollari nelle aziende di IA tra il 2000 e il 2023, mentre gli Stati Uniti hanno attirato 285 miliardi di dollari di investimenti privati nell’IA soltanto nel 2025.
- Pechino punta a portare strumenti e agenti di IA nel 90% della società cinese entro il 2030, anche se non ha ancora spiegato in modo preciso come verrà misurato questo obiettivo.
- La strategia risale al 2014, quando Xi si chiese se le capacità tecnologiche e manifatturiere della Cina sarebbero riuscite a tenere il passo con la rivoluzione dell’IA e della robotica.
- Nel 2017 la Cina ha adottato una strategia nazionale sull’IA, fissando l’obiettivo di diventare leader mondiale nel settore entro il 2030.
- Il governo sostiene il comparto attraverso sussidi, incentivi fiscali, risorse di calcolo gratuite e infrastrutture; un solo parco industriale di Shenzhen ha ricevuto oltre 6 miliardi di dollari di investimenti.
- Alla fine del 2025 la Cina contava più di 6.000 aziende di IA, mentre il valore del settore core dell’IA raggiungeva 171 miliardi di dollari.
- La Cina gestisce attualmente più di 2 milioni di robot nelle fabbriche, più del numero complessivo di robot industriali presenti nel resto del mondo.
📌 La strategia cinese sull’IA combina risorse statali e innovazione privata, concentrandosi sulle applicazioni pratiche più che sulla sola ricerca dell’AGI. Oltre 184 miliardi di dollari di capitale statale, un settore dell’IA da 171 miliardi di dollari e più di 2 milioni di robot mostrano l’ampiezza dell’implementazione. Pechino deve tuttavia affrontare due importanti colli di bottiglia: la carenza di talenti specializzati e l’accesso ai chip avanzati. Il successo dipenderà quindi non solo dai sussidi, ma anche dalla capacità di realizzare progressi tecnologici all’interno del Paese.

