- Forbes ritiene che la maggior parte degli attuali programmi di formazione sull’IA crei una sensazione di efficacia ma non generi una reale trasformazione all’interno dell’azienda.
- Molte organizzazioni spendono budget elevati in formazione sui prompt, certificazioni IA e corsi sugli strumenti, ma la produttività e i profitti rimangono quasi invariati.
- Secondo un sondaggio McKinsey di fine 2025, l’88% delle aziende ha utilizzato l’IA in almeno un’attività commerciale.
- Tuttavia, il 62% è ancora in fase di sperimentazione o di implementazione pilota.
- L’autore identifica tre cause principali per cui la formazione sull’IA fallisce, nessuna delle quali è legata alla tecnologia.
- Il primo errore è che molti programmi non formano la leadership.
- Una ricerca del RoAI Institute mostra che le aziende che formano sia i leader che i dipendenti generano 23 punti percentuali di valore in più rispetto a quelle che formano solo il personale.
- Il secondo errore è concentrarsi sugli strumenti di IA invece di riprogettare i flussi di lavoro. Il valore più grande dell’IA deriva dal cambiamento dell’intero modo di operare, non solo dall’accelerazione di singole attività.
- Il terzo errore è la mancanza di una cultura di sperimentazione continua mentre la tecnologia IA cambia quasi ogni settimana.
- L’autore sostiene che un certificato IA dovrebbe essere solo un punto di partenza anziché l’obiettivo finale.
- Le aziende devono misurare il cambiamento nei comportamenti, nei processi e nei risultati aziendali invece del tasso di completamento dei corsi.
- La creazione di un linguaggio comune sull’IA tra i vari reparti è considerata un fattore chiave per evitare la frammentazione della conoscenza.
- Concetti come LLM, dati curati, IA responsabile e allucinazioni devono essere compresi in modo coerente in tutta l’organizzazione.
📌 La sfida più grande della formazione sull’IA non è imparare a usare gli strumenti, ma cambiare il modo in cui l’organizzazione opera. Le aziende di successo formeranno sia i leader che i dipendenti, incoraggeranno la sperimentazione continua e valuteranno l’efficacia attraverso i risultati aziendali reali. Nell’era dell’IA, il vantaggio competitivo deriverà dalla capacità di riprogettare i flussi di lavoro e costruire una cultura di apprendimento continuo, piuttosto che dal semplice accumulo di certificati IA.

