- OpenAI, Meta, Google, xAI e Instinct stanno sviluppando agenti AI capaci di prenotare biglietti, fare acquisti, gestire e-mail e svolgere attività online per conto degli utenti. Tuttavia, molte grandi piattaforme stanno iniziando a limitarne l’accesso.
- Yelp consente agli agenti AI di accedere soltanto attraverso un programma a pagamento di licenza dei dati. Delta Air Lines impedisce agli agenti di prenotare biglietti, mentre JPMorgan Chase e Charles Schwab bloccano l’accesso ai conti per motivi di sicurezza.
- Nel 2025, Amazon ha fatto causa a Perplexity per impedire al suo agente di effettuare acquisti automatici. Nell’agosto 2026, una corte d’appello ha annullato l’ingiunzione temporanea, ma la controversia è ancora in corso.
- Perplexity sostiene che Amazon voglia proteggere i ricavi pubblicitari e controllare il modo in cui i clienti utilizzano gli assistenti AI. Amazon, invece, richiede che gli agenti dichiarino chiaramente la propria identità e rispettino le politiche della piattaforma.
- Meta ha scelto di collaborare con Walmart, Gap, Sephora e Best Buy affinché Muse possa facilitare gli acquisti. Anche Shopify ha aperto la propria rete di negozi agli agenti AI.
- I sistemi anti-bot continuano a creare ostacoli anche quando le piattaforme autorizzano il funzionamento degli agenti. Cloudflare sta potenziando gli strumenti per impedire la raccolta di dati da parte dell’IA.
📌 Lo sviluppo degli agenti AI si scontra con il conflitto tra il diritto degli utenti di delegare attività e quello delle piattaforme di controllare gli accessi. Mentre le aziende di IA vogliono consentire agli agenti di svolgere qualsiasi attività online, i gestori dei siti web danno priorità alla sicurezza, ai ricavi pubblicitari, alla protezione dei dati e al controllo degli accessi. Queste restrizioni potrebbero ridurre il valore pratico degli agenti AI e costringere gli utenti a superare ulteriori passaggi di verifica.
