- Dopo una fase di forte competizione per attrarre investimenti, i Paesi del Sud-est asiatico stanno rivalutando l’ondata di data center per l’AI. Le pressioni su elettricità, acqua, terreni e capacità di regolamentazione sono sempre più evidenti.
- Il 4 settembre la Thailandia ha sospeso 166 progetti di data center, di cui 49 in costruzione e 117 in attesa di approvazione, per elaborare standard nazionali sull’uso delle risorse, la scelta dei siti, la sicurezza e i benefici economici.
- Nella provincia indonesiana di Giava Occidentale, le autorità hanno ordinato l’interruzione dei lavori per il complesso di data center AI da 640 MW di BDx, a causa della mancanza di autorizzazioni fondamentali, tra cui la valutazione dell’impatto ambientale.
- Lo Stato malese di Johor era considerato attraente grazie ai costi relativamente bassi di terreni, elettricità e acqua. Tuttavia, le dimensioni crescenti dei progetti stanno mettendo sotto pressione proprio queste risorse.
- Cresce anche l’opposizione delle comunità locali. Un progetto in Malesia ha ricevuto quasi 300 obiezioni. Nelle Filippine, un investitore ha ritirato una proposta per un data center AI da 50 MW dopo le proteste di residenti e agricoltori.
- A Bangkok, dopo ripetute segnalazioni dei residenti per un cattivo odore, le autorità hanno scoperto una struttura di data center che immagazzinava oltre 200.000 litri di diesel senza autorizzazione.
- Gli esperti sostengono che regole più severe non riducano necessariamente la competitività. Per gli investitori contano più l’accesso affidabile a elettricità, acqua e connettività e la prevedibilità delle autorizzazioni che un contesto normativo permissivo.
- La scarsità di risorse offre inoltre ai governi maggiore potere negoziale per chiedere acquisti locali, energia rinnovabile, trasferimento tecnologico e investimenti nelle capacità nazionali di AI.
📌 Il Sud-est asiatico sta entrando nella seconda fase delle politiche sui data center per l’AI. L’attenzione non è più rivolta soltanto alla capacità in MW o al capitale investito, ma al valore economico netto generato per ogni unità di elettricità, acqua e terreno utilizzata. La sospensione di 166 progetti in Thailandia e lo stop al progetto da 640 MW in Indonesia indicano l’emergere di un nuovo principio: attrarre data center ha senso solo quando i benefici in termini di capacità AI, tecnologia, occupazione e filiere produttive sono proporzionati ai costi delle risorse e delle infrastrutture.

